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Corso di formazione per caregiver professionali di persone con demenza

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  1. Modulo 1: Tipi di demenza e diversi approcci per i professionisti
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  2. Modulo 2: Caregivers di persone che vivono con demenza
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  3. Modulo 3: Terapia di stimolazione cognitiva (CST) per le persone con demenza
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  4. Modulo 4: Ambienti favorevoli alla demenza
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Scopo

L’argomento offre strumenti teorici e suggerimenti pratici per gli accompagnatori su come comprendere e come affrontare al meglio questo problema.

Risultati di apprendimento

Dopo aver completato l’argomento, sarai in grado di:

  • Capacità di rilevare e analizzare il personale ed essere in grado di riconoscere i sintomi dello stress lavorativo/di cura;
  • Identificazione dei fattori di rischio nel settore sanitario e assistenziale in grado di generare fenomeni di stress cronico su lavoratori e badanti.
  • Capacità di effettuare una semplice valutazione del rischio e come identificare i sintomi.
  • Saper gestire alcuni aspetti dello stress.

Introduzione

La demenza non solo impone un impatto significativo sulla vita della persona che soffre di demenza, ma anche su coloro che sono coinvolti nella sua cura. Lo stress può colpire sia il professionista che la famiglia o gli amici che svolgono il ruolo di caregiver. Il riconoscimento della possibilità di stress e/o burnout può essere uno strumento utile sia per gli assistenti che per le persone con demenza. Studi nel Regno Unito e in tutto il mondo hanno dimostrato che riconoscere e affrontare lo stress nelle persone affette da demenza, i loro familiari o amici e caregiver apprezzano tutti la stimolazione mentale e si impegnano in attività significative che li hanno aiutati a rimanere in contatto e a vivere meglio il mondo che li circonda.

2.6.1 Stress del caregiver

Il caregiver talvolta presta assistenza volontariamente e gratuitamente. È una scelta che, anche nelle migliori situazioni, comporta un carico di responsabilità, preoccupazioni e doveri. Il caregiver, inoltre, assume spesso questo ruolo in modo imprevisto, improvviso o graduale con l’insorgere e l’aggravarsi della malattia di una persona. Pertanto, spesso possono essere impreparati, né tecnicamente né psicologicamente, e in assenza del supporto di altre figure o risorse materiali per delegare le cure ai professionisti, di solito sentiranno di non avere scelta.

Il caregiver spesso non ha un fine settimana prestabilito, giorni di vacanza o di malattia e spesso non va davvero in vacanza anche quando fisicamente può.

Il focus di questo argomento permette di offrire ai partecipanti uno studio del costrutto del burnout e delle tecniche sviluppate dal modello psicoterapeutico per il trattamento di questo problema.

  • Chi è una badante? Qual è il tuo “onere” nella demenza?

Il termine anglosassone caregiver significa generalmente “colui che si prende cura”. Il termine caregiver è utilizzato per definire la figura di riferimento di chi si trova in una condizione di bisogno e di non completa autosufficienza.

  • Stress del caregiver

Una certa quantità di stress e sofferenza è prevista ed inerente alla scelta di prendersi cura di un altro, e il caregiver può ritrovarsi senza rendersene conto a compiere sforzi e sacrifici, negandosi opportunità di svago e socializzazione.

2.6.2 Terapia dell’accettazione e dell’impegno

La terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT) è una delle psicoterapie della cosiddetta terza ondata di terapie cognitivo-comportamentali. ACT offre una prospettiva che aiuta le persone a integrare le loro esperienze emotive, specialmente quelle più difficili e dolorose, nella loro vita. Spesso il caregiver stressato cerca modi per mettere a tacere i sentimenti negativi che prova. Non si permette di provare sentimenti ed emozioni negative purché non siano eccessive e opprimenti.

Tuttavia, questo tentativo quotidiano di non provare emozioni negative alla lunga si esaurisce e diventa esso stesso un problema. Quanta energia ci costa non voler provare certe emozioni?  Quanta fatica facciamo? A cosa rinunciamo per non sentire? La prospettiva di ACT è di smettere di combattere questa battaglia per non sentire; propone ai caregiver di accogliere le emozioni, anche spiacevoli, per ritrovare energia e contatto con il proprio mondo affettivo.

Sinossi

Punti chiave:

  1. La sindrome del burnout, nota anche come sindrome del caregiver, è un crollo psicologico che coinvolge il lavoro di assistenza e lo stato familiare. Chi ricopre il ruolo di Caregiver all’interno di un nucleo familiare in presenza di persone bisognose di cure è a rischio di fallimento.
  2. Lo stress non è di per sé un problema; è invece una normale reazione fisica e psicologica a situazioni importanti che richiedono energia, sforzo e concentrazione. Ma i problemi iniziano quando questi stimoli sono troppo intensi, eccessivi o prolungati nel tempo, costringendo la persona a “consumare” molte energie e risorse psicologiche per fermare la situazione.

Si parla proprio di onere del caregiver, dall’inglese “burden” o “peso”, per definire un insieme di condizioni che gravano sul caregiver e creano disagio e sofferenza.

Lista di referenze

  • CARERS UK (2015) Alone and caring: isolation, loneliness and the impact of caring on relationships. Available at http://www.carersuk.org/forprofessionals/policy/policy-library/alone-caring
  • Chadda, R.K., Singh, T.B. & Ganguly, K.K. (2007). Caregiver burden and coping: A prospective study of relationship between burden and coping in caregivers of patients with schizophrenia and bipolar affective disorder. Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, 42, 923-930.

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